Per la prima volta al mondo una bambina, tre mesi prima di nascere, ha ricevuto cinque trasfusioni di sangue e un trapianto di cellule staminali ricavate dal midollo osseo della madre, con un ago nel cordone ombelicale, per trattare la malattia di cui soffriva, l'alfa talassemia maggiore, spesso letale per il feto. Grazie alle trasfusioni - scrive l'ANSA - il parto è andato a buon esito lo scorso febbraio, ma se il trapianto ha curato la malattia lo si potrà vedere nei
Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate capaci di trasformarsi in altri tipi di cellule del corpo attraverso il differenziamento cellulare.
Visualizzazione post con etichetta Interventi chirurgici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Interventi chirurgici. Mostra tutti i post
Cellule staminali per riparare bronchi, a Milano primo caso al mondo
Cellule staminali per riparare organi e tessuti malati: la speranza della medicina rigenerativa, che a Milano è diventata realtà. Il New England Journal of Medicine ha pubblicato uno studio di Statale, IEO e Cell Factory della Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano che segna il passaggio definitivo dal laboratorio alla clinica delle cellule staminali mesenchimali, studiate in tutto il mondo per la loro capacità di rigenerarsi nei
Usa: impiantata la trachea da staminali su bambina, prima mondiale
Un'equipe internazionale di chirurghi ha impiantato negli Stati Uniti una trachea, ottenuta con cellule staminali, su una piccola sudcoreana di due anni. Si tratta del primo intervento di questo tipo a livello mondiale su un bimbo. La piccola, Hannah, è nata senza trachea e i medici hanno potuto "fabbricare" un organo sostitutivo utilizzando cellule staminali prelevate dal suo midollo osseo e poi coltivate in una provetta di plastica. A effettuare l'operazione è stato il team di specialisti guidato dal "mago" di trapianti di trachea, Paolo Macchiarini. La tecnica con la quale viene ricostruito l'organo è stata inventata e perfezionata dallo stesso Macchiarini e consiste nell'immergere una trachea costruita in laboratorio nelle cellule staminali del paziente. In tal modo si evita il rischio del rigetto in quanto le cellule staminali saranno riconosciute come proprie e non provocheranno una risposta immunitaria, riducendo così il ricorso a farmaci immunosoppressori. "La cosa più sorprendente, che per una bambina è un miracolo, è che questo trapianto ha salvato non solo la sua vita, ma alla fine le consentirà di mangiare, bere e deglutire, anche parlare, proprio come qualsiasi altro bambino normale", ha detto Macchiarini. L'intervento, effettuato il nove aprile, è durato nove ore, mentre la bimba sta bene a parte qualche piccola complicazione post operatoria.
Via: TG Com
Foto dal web
Via: TG Com
Foto dal web
Iscriviti a:
Post (Atom)


