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Visto il gene direttore d'orchestra delle cellule staminali del cervello

Una nuova ricerca ha identificato il "direttore d'orchestra" delle cellule staminali del cervello: è un gene che entra in azione durante lo sviluppo embrionale. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Cerebral Cortex e condotto dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) in collaborazione con l'Università di Cambridge (Ucam) e l'Istituto Burlo Garofolo di Trieste, apre nuove strade per la comprensione e la terapia di malattie genetiche incurabili. Il

Autotrapianto di staminali blocca avanzata sclerosi multipla per anni

L’autotrapianto di cellule staminali è in grado di fermare a lungo la progressione della sclerosi multipla. E’ il risultato di uno studio condotto da due studiosi italiani dell’AOU Careggi di Firenze e dell’Imperial College di Londra, che ha analizzato i dati di 281 pazienti affetti da sclerosi multipla e sottoposti ad autotrapianto di cellule staminali del sangue tra il 1995 ed il 2006 in 15 centri di 13 paesi, e seguiti dopo la procedura per una media di

Salute: Ema autorizza terapia staminali per bimbi affetti da Ada-Scid

La European Medicines Agency (EMA) ha concesso  per la prima volta l'autorizzazione alla commercializzazione ad una terapia genica basata su cellule staminali, destinata alla cura dei cosiddetti "bimbi in bolla". GlaxoSmithKline (GSK), Fondazione Telethon (Telethon), l'IRCCS Ospedale San Raffaele (OSR) confermano l'autorizzazione da parte della Commissione Europea alla commercializzazione di Strimvelis, la

Il trapianto incompatibile

Il trapianto di midollo osseo (o più modernamente di cellule emopoietiche staminali) consente di guarire molti pazienti affetti da malattie maligne del sangue (leucemie acute, leucemia mieloide cronica, linfomi maligni, mieloma multiplo), aplasia midollare e numerosi difetti congeniti tra cui la talassemia, meglio nota come anemia mediterranea. L’organo da trapiantare è quindi rappresentato dalle cellule

Che cos'è la neurofibromatosi, un milione e mezzo di casi nel mondo

La neurofibromatosi è una malattia genetica multisistemica che colpisce indistintamente uomini e donne di ogni gruppo etnico. La malattia, 20mila casi in Italia e un milione e mezzo nel mondo, colpisce un bambino ogni 3 mila nati. Nella metà dei casi è ereditaria, nell’altra metà compare spontaneamente. Conosciuta anche come morbo di Von Recklinghausen, si manifesta in molte forme e si evolve in modi diversi nei singoli soggetti: può sviluppare tumori al cervello o epilessia, ritardo mentale, scoliosi, ipertensione; può dare problemi alle ossa che, se si rompono, non si saldano più. Ci sono diverse tipologie di neurofibromatosi, quelle più conosciute sono la Nf1 e la Nf2. Il primo caso si riconosce per le caratteristiche macchie color caffelatte, ma si manifesta poi con un complesso quadro clinico che oltre a cute e sistema nervoso può coinvolgere gli occhi, lo scheletro, le ghiandole endocrine e il sistema circolatorio. La Nf2 invece, più rara ma più grave, si manifesta generalmente intorno a i 18 anni e causa prevalentemente problemi neurologici, in particolare il neurinoma del nervo acustico, che deve essere asportato causando la sordità nella maggior parte dei pazienti. I neurofibromi compaiono poi su tutto il corpo, sopra e sotto la pelle, a volte anche sul viso. Possono assumere dimensioni considerevoli e in alcuni casi sono asportabili (anche se mai completamente), in altri casi no. Le aspettative di vita per quest’ultima tipologia di pazienti non vanno oltre i 40 anni, di media.

Via: Corriere della Sera