Staminali anti-invecchiamento per future terapie rigenerative

Come tutte le altre cellule anche quelle staminali, invecchiando, perdono le loro funzioni. Alcune università di oltreoceano (Ontario Cancer Institute, Burnham Institute for Medical Research e The Scripps Research Institute) e centri di ricerca privati (Biotime, Mandala Biosciences e Sierra Sciences) hanno ringiovanito per la prima volta cellule umane. Il segreto è in un cocktail di geni che, secondo gli esperti, potrebbe portare a future
terapie anti-invecchiamento. Lo studio, pubblicato sulla rivista Regenerative Medicine, permette di ottenere così cellule Staminali Pluripotenti Indotte (Ips), che «potrebbe far regredire il processo di invecchiamento nelle cellule umane per il loro uso nella medicina rigenerativa», affermano i ricercatori. Le Staminali Pluripotenti Indotte sembrano invecchiare prematuramente come confermano gli studi sulle estremità dei cromosomi (telomeri), che tendono ad accorciarsi velocemente rispetto alle cellule staminali embrionali. All'Howard Hughes Medical Institute (Mariland, Stati Uniti) alcuni scienziati sono pero' riusciti a rendere reversibile questo processo di decadimento: dello studio, pubblicato online su Nature a firma di Amy J. Wagers, principale autrice della ricerca, da' notizia Biotech.com, la newsletter di Assobiotec (Associazione italiana per lo sviluppo delle biotecnologie). I ricercatori hanno osservato che nel topo anziano l'esposizione prolungata al sangue di topi giovani determina il ringiovanimento del comportamento delle cellule staminali del midollo osseo. Anche se non sono stati ancora isolati i fattori che determinano l'innescarsi di questo meccanismo, la ricerca mostra l'esistenza di questa possibilita' e apre la strada, in futuro, all'individuazione del metodo per rendere potenzialmente 'immortali' le cellule staminali, e, di conseguenza, aumentare la resistenza degli esseri umani alla malattia e al decadimento dovuto all'invecchiamento.

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